Il piccolo pensiero delle 21:12 di lunedì, 12 maggio 2008

So che non a tutti piacciono i telefilm, molti li considerano un genere "di serie B" nel campo degli audiovisivi, altri non sopportano l'idea che non si arrivi mai a una fine.
Dal mio punto di vista li adoro.
Sia perchè proprio il fatto di non avere fine li rende più coerenti con la vita reale, sia perchè in genere hanno delle situazioni così estreme da essere completamente diversi dalla vita di tutti i giorni.
In tutto questo potrete capire come la tre giorni di telefilm festival che si è svolta lo scorso weekend a Milano sia stata per me una manna dal cielo: a parte i Bee Hive dal vivo (era dai tempi di Kiss me Licia che aspettavo questa performance!), a parte le "prime" che per me non erano tali (brutto vizio guardare le serie appena uscite negli USA in lingua originale e sottotitoli...non ci si sorprende più di niente!), ho avuto modo di riflettere molto sia sul genere in sè, sia sulle sfaccettature che assume a seconda delle produzioni.
Le vere prime, per me, sono state quelle di serie non prodotte negli USA, ma che mi hanno molto colpita: una di queste è sicuramente Arab Labor, telefilm di produzione israeliana che mette in luce in modo molto ironico le difficoltà di dialogo e integrazione tra palestinesi e israeliani. Molti di voi penseranno che non c'è proprio niente da ridere o da ironizzare, e invece vi auguro di aver modo di vedere qualche puntata di questa serie: ne rimarrete sorpresi e decisamente  colpiti. Divertente e intelligente, voto a favore.

Altra prima personale è stata quella riguardante I Tudor, che aspettavo più per la presenza di Jonathan Rhys Meyers (gran gnocco) che per l'interesse storico. Il telefilm in sè è davvero una delusione: sotto l'apparente interesse per la ricostruzione storica la serie ci viene proposta come un accativante mix di sesso, intrighi e omaccioni avvenenti con pochi vestiti addosso. Niente di tutto questo, in realtà, dal mio modesto punto di vista, la ricostruzione storica è fatta con una prevedibile superficialità, gli intrighi sono una noiosissima sequela di convenevoli diplomatici tra Enrico VIII e il Vaticano e la sua biografia, piuttosto controversa e appassionante, è ridotta alla pura, semplice e melensa storia d'amore con Anna Bolena. Che, diciamocelo, nel telefilm ha una gran faccia da stronza.

Altra delusione mi è stata data da Californication, dove David Duchovny: abbandonati i panni dell'agente Mulder (un migliaio di puntate prima di riuscire a dare un bacio a Scully),  si è trasformato in un vero e proprio malato di sesso, non tanto segretamente innamorato dell'unica donna che proprio con lui non ci starà mai: la sua ex moglie. Che dire, banalotto come trama, troppo spregiudicato, scende spesso in una volgarità gratuita spacciandola per grande innovazione nella lotta ai tabù.... Voto negativo.

I telefilm che affrontano il sesso dal punto di vista maschile sono stati un trend di forte interesse quest'anno, e non si può non sottolineare anche la presenza di Big shots, acclamato come il nuovo Sex and the city in versione maschile. I punti di contatto sembrano essere il numero di protagonisti (quattro), il fatto che si parli molto di sesso, nonchè la condizione molto agiata dei personaggi. Ma questo non basta a ripetere il fenomeno Sex and the city, tanto che non credo proprio che le due serie possano essere accomunate con troppa disinvoltura. Già il fatto che i protagonisti siano sposati elimina un elemento, la paura di rimanere zitelle, che era fondamentale nelle storie di Carrie & co. In Big Shots ho visto più che altro un Desperate Househusbands... Ad ogni modo gradevole: promosso!

Una grande sorpresa è stata, all'inizio, Secret diary of a call girl, serie di produzione inglese che racconta le avventure di Hannah, studentessa universitaria che di notte si trasforma in Belle, prostituta di lusso. Devo dire che se le prime due puntate mi sono piaciute molto, lasciandomi la curiosità di andare avanti, proseguendo la visione ho iniziato a scoprire una povertà di intenti per cui il telefilm lentamente si appiattisce e diventa più simile a un servizio di Lucignolo piuttosto che a una storia avvincente narrata con linguaggio cinematografico. Peccato. ma la prima puntata resta da vedere.

Ho ancora tanto da raccontarvi, anzi, il bello deve ancora venire, ma ora non ho il tempo....
See you soon!
C.

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Il piccolo pensiero delle 19:14 di mercoledì, 07 maggio 2008

Sniff snuff!
E' cominciato tutto stamattina, mi sono svegliata e la mia bellissima quanto induista coinquilina ha fatto irruzione in cucina tra me e la mia tazza di caffè esultando: "il mio amico vuole vederti al più presto, ha un lavoro per te alle Maldive!"
Bene, l'immagine al lato è ciò che ho avuto in testa tutto il giorno.
Giri di telefonate, righe e righe di appunti per far quadrare tutti i miei impegni con il periodo di lavoro, stampa di curriculum e foto, mezz'ora su internet per capire quale diavolo di lingua si parli a parte il maldiviano, e nella mente solo un pensiero: partenza il 30 maggio... Quella spiaggia... Due mesi.... Lavoro pari a zero.... (assistente turistico: che assistenza dovrai mai fare in un atollo di un km quadrato?).
Fino a che non sorge un dubbio: ma la mia carta d'identità valida per l'espatrio non sarà troppo poco per andare nell'altro emisfero?
Forse servirà un passaporto?
Forse dovrò scendere a Oristano a farlo?
Quanto impiegheranno?

Due mesi e mezzo.

Due luridi mesi e mezzo e c'ho pure la fedina penale pulita.
Addio Maldive. =(

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Il piccolo pensiero delle 19:56 di lunedì, 05 maggio 2008

(neanche un pensiero è stato abbattuto per costruire questa favola: tutto il materiale è riciclato. Ma sempre verde)

Lei si chiamava Roma, lui si chiamava Milano.
No, i loro nomi non c'entravano proprio niente col carattere: lui era un artista, un attore, un tessitore di realtà che filava parole per cucirle sul viso di lei come una benda.
Lei era razionale e concreta, viaggiatrice e metodica, una freccia scagliata verso un bersaglio lontano, che oscillava nella speranza, per una volta, di non colpire il centro.
Certi incontri sono preannunciati da una strana brezza, un movimento impercettibile dell'aria che sembra mescolare i profumi in forme nuove, che sembra dipingere i contorni di ogni attimo. E quella sera l'aria ondeggiava, e per una volta Roma si sentì vacillare e vide tutti i suoi bersagli lontani e oscillanti.
Quella sera Milano scoprì un'isola sconosciuta in mezzo al mare nel quale navigava da anni, attorniata da spiagge dove sedersi a scrivere canzoni, popolata da pensieri che erano suoi da sempre.
Si guardarono specchiandosi nelle proprie diversità, e finalmente Milano le disse:
"Parlami dei tuoi viaggi"
E lei rispose:
"I miei viaggi mi hanno portata da te".
E continuò:"Dimmi chi sei"
"Sono il tuo contrario, il tuo opposto, la tua negazione"
Fu come un'eclissi, e come un sole e una luna potevano dire di essersi conosciuti.
Si guardarono, si sorrisero.
Si incontreranno ancora.

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Il piccolo pensiero delle 15:25 di giovedì, 01 maggio 2008

Lo so, lo so, sono assente da un bel po' di tempo, ma non disperate: la vostra Carlita torna sempre!
In questi giorni di assenza ho girato un po' l'estremo nord-est italiaco, sono stata in Friuli e posso confermare che non solo è una regione ricca di sorprese, ma anche abitata da persone di una giovialità e ospitalità fuori dal comune. Abbiamo invano cercato di farci adottare dai genitori del PM., ma forse è vero che cinque figli a carico in più sarebbero un po' troppi...

Per il resto ho nuovamente cambiato look (o luc, come vorrebbero i puristi...), le foto al prossimo post perchè per ora ho certi occhi da triglia che mai e poi mai avrei il coraggio di pubblicare...

Ho rivisto una persona dopo tantissimo tempo, e non poteva che essere emozionante perchè, come già sa, una persona come G. equivale solo a dire G.

Mi è anche venuto un pensiero in questi giorni, sempre pensando alla traumatica scoperta che il cuore non è  del tutto dipendente dal cervello: secondo me le emozioni sono frutto di tre organi separati: cuore, stomaco e cervello. Per innamorarsi bisogna sentirli tutti e tre, bisogna sentire il cervello che lavora, il cuore che pulsa e quella stretta allo stomaco che fa capire quanto possa essere viscerale un'emozione.

Troppo romantica? Sarà... Tanto sentirsi così è tanto bello quanto raro!
Xoxo!

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Il piccolo pensiero delle 19:30 di martedì, 22 aprile 2008

Come qualcuno avrà notato, ho sostituito la cbox dei messaggi con un nuovo trabiccolo 2.0: plugoo.
Il caro plugoo è connesso al mio messenger, dunque da oggi potrete chattare con me (anche) atraverso il blog, in tempo (quasi) reale (c'è generalmente un ritardo di una decina di secondi nell'invio dei messaggi) e in modo più che discreto, dato che la conversazione sarà visibile solo da me (in una finestra di messenger) e da chi mi scrive (sullo schermo del suo pc).
Ho deciso di chiamarlo A tu per tu con me, e visto il nome originale (uh!) ho provato a chattare anche io a tu per tu con me.
Nel senso: paralavo con me stessa.
Lo ammetto.
Mi scrivevo dal blog e mi rispondevo su messenger, una cosa da squagliati totali, ma devo ammettere anche piuttosto sorprendente. Mi piace parlare con me... cavoli, mi piace proprio chattare con me stessa!
Inizio a temere di essere affetta da sdoppiamenti di personalità, data la durata della conversazione con me stessa, ma sinceramente la cosa mi preoccupa troppo, visto che ho scoperto che mi dò dei consigli davvero super!
Che dire di più... enjoy!

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Il piccolo pensiero delle 12:52 di sabato, 19 aprile 2008

Per l'ammissione al master devo assolutamente ringraziare un sacco di persone:
Fario per l'imbeccata sull'avarizia
Mauri per avermi regalato Lezioni di stile
Ferty per il consulto sui mon cherie
Mia mamma per il briefing sui canguri
La signora Cer per la teoria del romantipaticismo, destinata a conquistare il mondo occidentale
Carlocò per i pareri che mi guidano sempre al miglioramento
Chi ha risposto ai miei quesiti sui vizi capitali
...Come vorrei avervi tutti nel mio team di lavoro!

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Il piccolo pensiero delle 19:05 di mercoledì, 16 aprile 2008

Amici e amiche di questo blog.... CE L'HO FATTA!
Sono stata ammessa al master in Copywriting con specializzazione nei nuovi linguaggi della comunicazione... Il che significa che se prendo la borsa di studio faccio ancora parte del mondo studentesco!
Purtroppo questa giornata oltre che gioiosa è anche piuttosto incalzante, per cui ho solo il tempo di mettervi a disposizione tre delle prove che mi sono state chieste, ovvero una mia espressione di tre peccati capitali... eccoveli!
Ira (racconto breve)
La sconosciuta


Avarizia:
Pino





















e infine... Accidia!

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Il piccolo pensiero delle 01:15 di lunedì, 14 aprile 2008

Chiedo scusa per l'assenza: credo che la cosa più terribile del mondo sia barcamenarsi tra una marea di scadenze e cavilli burocratici e al tempo stesso dover ultimare nove prove creative in cinque giorni.
Se non mi si fonde il cervello tra qualche giorno vi racconto tutto....
Incrociate le dita per me, stavolta ne va veramente del mio futuro!

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Il piccolo pensiero delle 10:02 di mercoledì, 09 aprile 2008

Oggi ho bisogno del vostro aiuto: senza stare a spiegarvi nulla, ditemi a cosa vi fanno pensare i peccati capitali... Ad esempio se l'accidia vi fa pensare a una squadra di operai dell'anas piuttosto che a un bambino che si rincretinisce a guardare la tv, o se pensando all'ira vi viene in mente uno scatto fisico o un urlo improvviso.... ditemi!

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Il piccolo pensiero delle 13:59 di domenica, 06 aprile 2008

L'altro giorno, parlando con la mia amica infermiera, ho scoperto una cosa che mi ha dato molto da pensare: cuore e cervello lavorano in modo separato. Ma davvero! Non essendo io un'esperta di medicina, non ero a conoscenza di questo fatto: in pratica il cuore non è in nessun modo azionato dal cervello, anzi, ha una sorta di innesco proprio (nodo senoatriale) che emana le scariche necessarie alle contrazioni che danno origine al battito cardiaco. Pauroso!
La cosa che più mi ha stupita è stato scoprire tramite una ricerchina che questa sorta di peacemaker naturale è stato scoperto in tempi relativamente recenti dagli scenziati, il che mi fa pensare a quanto nei secoli si sia detto sull'amore, sul fatto che le leggi del cuore non siano subordinate a quelle del cervello. Gli amanti, quindi, avevano scoperto un meccanismo complesso molto prima degli scenziati... Questo buon senso può voler dire che il ragionamento del cuore è migliore di quello della mente?

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